Carissimo signor Tentenna

Ho sempre considerato la vergogna – tra tutte le emozioni presenti nel vasto spettro che l’essere umano è capace di provare – una delle più nobili. Wikipedia dice, tra le altre cose, che la vergogna “è un’emozione che accompagna l’auto-valutazione di un fallimento globale nel rispetto delle regole, scopi o modelli di condotta condivisi con gli altri; da una parte è un’emozione negativa che pone l’intero individuo al cospetto della propria inadeguatezza, dall’altra consiste nel rendersi conto di aver fatto qualcosa per cui possiamo essere considerati dagli altri in maniera totalmente opposta rispetto a quello che avremmo desiderato.”.

Cose che non capisco

Non avrei voluto linkare l’elenco degli effetti collaterali associati all’ibuprofene per mostrare quante reazioni avverse può procurare la relativa somministrazione (anche perché Sanremo ormai è passato e l’ibuprofene è già stato maltrattato abbastanza) in modo da paragonarlo ai ridicoli effetti collaterali del vaccino Astrazeneca.

Perché Sanremo è Sanremo?

Nella mia vita ricordo di aver guardato con interesse una sola edizione del Festival di Sanremo: quella del 2019 ma solo perché sapevo ci sarebbero stati gli Zen Circus e nonostante tutte le perplessità sull’evento che hanno tutti da sempre, le conosciamo, il carrozzone italiano, la musica commerciale, il capitalismo, ecc., fu un’edizione tutto sommato godibile anche per merito della conduzione.

Da grande voglio fare il femminista

Qualche giorno fa ho avuto una discussione abbastanza accesa con una persona a me cara relativa alla vecchia, solita, putrescente argomentazione per la quale se ti stuprano probabilmente un po’ te la sei cercata (sì, sempre la solita ipotesi del mondo giusto), quella minigonna la potevi sostituire con un pantalone, potevi di evitare di uscire in tarda serata con sole femmine e bla bla bla. Durante questa conversazione ho assunto pressappoco queste sembianze.

Manifesto

Sono sempre rimasto parecchio affascinato da quanto sia difficile riuscire a comunicare con le teste di cazzo (wow, manco 20 parole e già la prima parolaccia, inizia col botto questo blog): a volte mi capita di discutere animatamente con idioti emeriti e, nonostante sappia benissimo fin dall’inizio di ognuna di queste discussioni che qualsiasi tentativo di addurre argomentazioni logiche e razionali e costruire un ragionamento basato su delle fonti verificabili e rispettate non porterà ad alcuna sintesi (lasciando ognuno degli interlocutori sulle proprie posizioni iniziali), sistematicamente, mi trovo a sostenerle ugualmente, queste discussioni.