Cose che non capisco

Non avrei voluto linkare l’elenco degli effetti collaterali associati all’ibuprofene per mostrare quante reazioni avverse può procurare la relativa somministrazione (anche perché Sanremo ormai è passato e l’ibuprofene è già stato maltrattato abbastanza) in modo da paragonarlo ai ridicoli effetti collaterali del vaccino Astrazeneca.

Avrei evitato volentieri di leggere il pippone del Post su qual è la realtà evidente dei fatti e quali sono invece le fantasie che circolano in questo mondo che alcune volte sembra inevitabilmente avviarsi ad assumere i contorni di quello teorizzato in Idiocracy.

Sarei stato molto felice di non venire a conoscenza del fatto che senza nessunissimo motivo mezza Europa è completamente impazzita e ha deciso di interrompere la somministrazione del vaccino Astrazeneca perché qualche cugino ha detto che una volta è morto per colpa sua.

Diventa sempre più difficile mantenere la pazienza quando ci si trova ad aver a che fare con una così dilagante affermazione della Dunning-Kruger ma, ciononostante, risulta ancora possibile per via di un’attenuante non trascurabile: la paura. Comprendo perfettamente che in un contesto come quello in cui ci troviamo si abbiano dubbi, perplessità e timori (non mi sento stocazzo, li ho pure io): quel che non comprendo, invece, è la criminalità del sistema informativo nell’amplificarla questa paura, alimentarla. E non mi riferisco ai giornali satirici (1, 2, 3) ma a quelli che leggono i sinceri democratici perché esempio del buon giornalismo (1, 2): per quanto mi riguarda, tutti i morti che verranno per rinuncia al vaccinarsi quando tutto questo ciarlare sarà stato derubricato alla stronzata che è, saranno solo ed esclusivamente responsabilità loro (ho preso i giornali ad esempio ma internet è ricolmo di spazzatura come lo è probabilmente anche la TV).

Tu ti fai troppi problemi, Michele.